Gabriele Beccaria
giornalista scientifico, responsabile Tuttoscienze de La Stampa
Gabriele Beccaria è giornalista scientifico, responsabile dell’inserto TuttoScienze de La Stampa e caporedattore dell’Hub Salute del Gruppo Gedi. Ha studiato giornalismo alla Boston University e frequentato il Leadership Seminar alla Georgetown University di Washington DC. Si occupa con passione di scienza, medicina e ricerca, raccontando scoperte e protagonisti del mondo scientifico. È autore del saggio Come potrebbe essere il domani, scritto insieme a Massimo Inguscio. Con il suo lavoro contribuisce a rendere accessibili al grande pubblico i temi più complessi della scienza e dell’innovazione.
Gli interventi
Ven. 25 settembre
ore 21:00 - 22:15
TRIESTE
L'autocoscienza è una stranezza: siamo l'unica specie che fa della propria esperienza un oggetto di attenzione costante. Lambros Malafouris (University of Oxford) ne cerca l'origine fuori dal cervello. Il sé non è una cosa nascosta nella testa, è qualcosa che facciamo, nello spazio in cui cervello, corpo e cultura materiale si intrecciano. Lo chiama STRANGE, Situated TRANsactional GEnesis: siamo situati in ambienti materiali, diventiamo ciò che siamo nella relazione con le cose, restiamo sempre incompiuti. Lo mostrano la scheggiatura della pietra, in cui chi lavora si scopre autore dei propri gesti, e le conchiglie forate e indossate, in cui il corpo appare visto con gli occhi di un altro. Oggi tocca agli algoritmi: quali persone stanno facendo di noi?

Luogo: Teatro Verdi - Piazza Giuseppe Verdi, 1, 34121, Trieste

Sab. 26 settembre
ore 15:30 - 16:15
TRIESTE
Il contributo delle donne alla nascita e allo sviluppo della medicina è stato enorme. Ed è stato un’impresa corale. È possibile ricostruire lo sguardo di genere nella genesi della medicina moderna? Ha senso parlare di un modo «femminile» di fare scienza? Mediche di fatto prima ancora di essere riconosciute come tali, le donne hanno forgiato un sapere nato e cresciuto nell’alveo che esse hanno sempre occupato, ai margini della storia scritta dagli uomini e radicato nelle mansioni che le hanno tenute occupate: dalla preparazione del cibo e manipolazione dei vegetali, alla riproduzione e alla cura dei malati, fino alla gestione delle ultime fasi della vita. Negli anni le donne hanno fatto scoperte e costruito conoscenze che sono diventate la spina dorsale della nostra medicina. Sono state scienziate naturali, biologhe, chimiche, farmacologhe, ginecologhe. Daniela Minerva non ne fa, però, delle icone. Per ricostruire lo sguardo femminile nella storia della medicina non servono miti. Perché si tratta di un’impresa collettiva, un «femminile plurale» che ha dato forma, in silenzio, alla modernità. L’autrice segue il filo rosso che unisce le raccoglitrici di erbe e le signore dei veleni, le alchimiste-farmacologhe e le scienziate moderne: un sapere che attraversa i secoli, dalla magia pre-ippocratica all’hi-tech della sanità contemporanea. Con la penna inflessibile della giornalista e lo sguardo attento alle fonti storiche, questo libro percorre le tappe di un lungo percorso che arriva fino a oggi, una tradizione culturale che mette le donne al centro della costruzione del sapere medico.

Luogo: Camera di Commercio di Trieste - Piazza della Borsa, 14, 34121, Trieste

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