Daniela Minerva
giornalista e saggista, autrice di Medicina femminile plurale (Bollati Boringhieri)
Daniela Minerva (Bologna, 1958) si è laureata in Filosofia della Scienza all’Università di Bologna nel 1982 e in Science Communication all’Università della California nel 1984. Ha iniziato la carriera presso la rivista scientifica Sapere ed è entrata a L’Espresso nel 1991, diventando poi caporedattrice e vicedirettrice della sede di Milano. Dal 2015 ha lavorato a La Repubblica come caporedattrice di Salute e Medicina e ha diretto Salute.eu, il portale di approfondimento medico del gruppo GEDI. Ha insegnato comunicazione scientifica alla SISSA di Trieste e fa parte del consiglio direttivo del Master in Comunicazione della Scienza dell’Università Sapienza di Roma. Nel 2003 ha cofondato l’associazione Donne e Scienza. Tra i suoi libri: La leggenda del santo guaritore. Il caso Di Bella (1998), Il bagnino e i samurai. La ricerca biomedica in Italia (con Silvio Monfardini, 2011) e Medicina femminile plurale (2026).
Gli interventi
Sab. 26 settembre
ore 15:30 - 16:15
TRIESTE
Il contributo delle donne alla nascita e allo sviluppo della medicina è stato enorme. Ed è stato un’impresa corale. È possibile ricostruire lo sguardo di genere nella genesi della medicina moderna? Ha senso parlare di un modo «femminile» di fare scienza? Mediche di fatto prima ancora di essere riconosciute come tali, le donne hanno forgiato un sapere nato e cresciuto nell’alveo che esse hanno sempre occupato, ai margini della storia scritta dagli uomini e radicato nelle mansioni che le hanno tenute occupate: dalla preparazione del cibo e manipolazione dei vegetali, alla riproduzione e alla cura dei malati, fino alla gestione delle ultime fasi della vita. Negli anni le donne hanno fatto scoperte e costruito conoscenze che sono diventate la spina dorsale della nostra medicina. Sono state scienziate naturali, biologhe, chimiche, farmacologhe, ginecologhe. Daniela Minerva non ne fa, però, delle icone. Per ricostruire lo sguardo femminile nella storia della medicina non servono miti. Perché si tratta di un’impresa collettiva, un «femminile plurale» che ha dato forma, in silenzio, alla modernità. L’autrice segue il filo rosso che unisce le raccoglitrici di erbe e le signore dei veleni, le alchimiste-farmacologhe e le scienziate moderne: un sapere che attraversa i secoli, dalla magia pre-ippocratica all’hi-tech della sanità contemporanea. Con la penna inflessibile della giornalista e lo sguardo attento alle fonti storiche, questo libro percorre le tappe di un lungo percorso che arriva fino a oggi, una tradizione culturale che mette le donne al centro della costruzione del sapere medico.

Luogo: Camera di Commercio di Trieste - Piazza della Borsa, 14, 34121, Trieste

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