Nicla Panciera
giornalista scientifica
Freelance science and health journalist. Science and medical writer. She writes for the Italian newspapers La Stampa, Repubblica, for Vita Non Profit, for the monthly magazine Le Scienze and Mind Mente e Cervello, where she runs Altre Menti, a column on animal cognition.
Gli interventi
Sab. 26 settembre
ore 10:00 - 11:15
TRIESTE
Tra i tanti fattori di rischio per il cancro, ce n’è uno su cui, per ragioni pratiche, risulta più complicato intervenire: l’invecchiamento. L’avanzare dell’età, infatti, è un fattore di rischio oncologico importante. Ci sono però dati che arrivano da alcuni paesi del mondo che evidenziano per alcuni tumori, come quelli del colon-retto, un aumento dei casi di cancro nei più giovani. Un fenomeno che la comunità scientifica sta studiando per comprenderne le cause e valutarne le implicazioni per la prevenzione e la salute pubblica. Fondazione AIRC vi invita a partecipare a un dialogo sul rapporto tra cancro ed età. Cercheremo di capire perché l'invecchiamento rappresenti uno dei principali fattori di rischio oncologico, quali ipotesi i ricercatori stiano vagliando per spiegare l'aumento di alcuni tumori nelle fasce più giovani della popolazione e come la ricerca stia contribuendo a costruire nuove strategie di prevenzione e cura per il futuro.

Luogo: Area Talk 1 - Piazza Unità d'Italia, 34121, Trieste

Sab. 26 settembre
ore 15:00 - 16:00
TRIESTE
Sottovalutato e dato per scontato, cos’è successo al tatto, l’atto più semplice e antico dell’umanità? Il tatto nasconde un mondo: è un linguaggio universale, un dialogo tra cervello e pelle, un atto di cura e una forma di resistenza in un’epoca in cui i corpi si allontanano. Centrale nei miti dell’Odissea e indagato dalla filosofia fin da Aristotele, il tatto è finalmente studiato dalle neuroscienze, che ne mostrano l’essenza: dalle carezze che alleviano il dolore nelle cure palliative alle fibre nervose che trasformano un massaggio in benessere; dalla fragilità di chi si chiude al contatto alla fame di pelle che genera disagio mentale. Nella società il tatto riflette visioni diverse del corpo, dell’identità e della cultura: la pelle sintetica della robotica, il tocco sociale, l’evoluzione dei saluti, le manipolazioni mediche, le politiche no-touch nelle scuole, fino alle ricerche sui canali Piezo del premio Nobel Ardem Patapoutian e alle fibre C-tattili del tocco affettivo. Sono questi i tasselli del mosaico che la neuroscienziata e divulgatrice Marta Paterlini ricompone in La pelle che pensa, mostrando come il tatto sia oggi sospeso tra tabù e necessità, paura del contatto e disperato bisogno di connessione. Perché toccare è curare, parlare, esistere.

Luogo: Teatro Miela - Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, 3, 34132, Trieste

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