Giorgio Volpi
tecnico scientifico Dipartimento di Chimica Università di Torino
Giorgio Volpi (Cuneo 1983) è laureato in Chimica presso l’Università degli Studi di Torino e ha conseguito il dottorato in Scienze Chimiche nel 2010. Attualmente ricopre il ruolo di Tecnico Scientifico presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino, è Docente a Contratto e svolge ricerche nell’ambito della luminescenza e dei complessi organo-metallici. Parallelamente all’attività lavorativa ha continuato gli studi laureandosi nel 2023 in Scienze Naturali. Ha svolto numerosi seminari e docenze presso la Scuola Holden, è autore per riviste come Sotto il Vulcano, Il Tascabile e numerose riviste specialistiche internazionali. Nel 2024 ha pubblicato per Aboca il saggio divulgativo “La natura lo fa meglio (e prima)” in cui si riporta un serrato confronto tra la tecnologia umana e le sorprendenti abilità della natura descritta come un inesauribile serbatoio di brevetti, materiali, soluzioni e idee per un futuro sostenibile ed ecocompatibile.
Gli interventi
Sab. 26 settembre
ore 16:30 - 17:45
16:30 - 17:45
Sabato 26 settembre
Area Talk 1
Piazza Unità d'Italia, 34121, Trieste, TS
Piazza Unità d'Italia, 34121, Trieste, TS
TRIESTE
Siamo davvero la specie più intelligente, creativa e tecnologicamente avanzata del pianeta? In questo saggio illuminante e provocatorio, Giorgio Volpi ci conduce in un viaggio che scardina la nostra visione antropocentrica del mondo per rivelarci che l’arte, la scienza e la tecnica non sono affatto esclusive dell’essere umano. Il manachino capirosso, ad esempio, un piccolo uccello tropicale, è famoso per esibirsi in una danza in cui esegue perfettamente il moonwalk di Michael Jackson. Le cicale del genere Magicicada sono tra le creature più abili nel valutare lo scorrere del tempo: si distinguono per i loro straordinari cicli vitali perfettamente sincroni e lunghissimi, dato che trascorrono la maggior parte della loro vita sottoterra per emergere in superficie tutte insieme solo ogni 13 o 17 anni. Gli insetti stecco sono degli attori consumati: mimano, con la loro forma, dei rametti rinsecchiti per ingannare eventuali predatori e, se vengono accarezzati dal vento, iniziano a oscillare proprio come le fronde di una pianta. Un invito a compiere un atto di umiltà radicale e a riconoscere che l’uomo è semplicemente “un animale tra gli altri animali”. Non siamo i padroni del mondo, ma parte del grande coro dei viventi, nella colossale orchestra che è la natura. Oggi scoprire la natura significa comprendere la vera essenza dell’essere umano e gettare le basi per una società nuova, in simbiosi con l’ambiente: solo così potremo costruire un futuro davvero sostenibile.
Interviene l'autore
Luogo: Area Talk 1 - Piazza Unità d'Italia, 34121, Trieste
i relatori