Il Piccolo -

Libri per le vacanze: da “La cura inaspettata” di Alessandro Aiuti al quasi thriller “Viral”

Siamo finalmente arrivati alla pausa di agosto anche per questa rubrica, e non possono mancare alcuni suggerimenti di libri per una lettura diversa questa estate.

La prima proposta è “La cura inaspettata” di Alessandro Aiuti e Annamaria Zacheddu, Mondadori Editore, uno dei cinque finalisti del Premio Science Book of the Year dell’edizione di Trieste Next di quest’anno. Alessandro Aiuti è un ematologo pediatrico dell’Ospedale San Raffaele a Milano, noto a livello internazionale per i suoi contributi alla terapia genica delle immunodeficienze congenite, le malattie ereditarie che causano un difetto della risposta immunitaria. Aiuti è stato uno dei pionieri nello sviluppo della terapia genica per queste malattie, ma è anche il figlio di Fernando Aiuti, uno degli immunologi più in vista in Italia negli anni ’90 per le sue battaglie a favore dei malati di Aids. La storia curiosa che il libro racconta è che lo stesso virus (HIV-1) che il padre Fernando combatteva è diventato uno strumento per veicolare i geni per il figlio Alessandro, visto che i vettori basati su questo virus, svuotati dei geni che causano l’Aids, sono ora invece utilizzati dalla terapia genica per trasferire i geni che compensano i difetti genetici. Una lettura molto piacevole, ricca di spunti personali, e un bello spaccato della storia scientifica degli ultimi 30 anni. Una specie di novella a lieto fine, sia nel campo dell’Aids, ora trasformata in una malattia cronica grazie ai farmaci, sia in quello della terapia genica.

Il secondo suggerimento è “Uccideresti l’uomo grasso? Il dilemma etico del male minore” di David Edmonds, Raffaello Cortina Editore. E’ un libro di divulgazione sulla filosofia morale, come il titolo esemplifica. La scheda tecnica riporta: “Un carrello ferroviario fuori controllo corre verso cinque uomini che sono legati sui binari: se non sarà fermato li ucciderà tutti e cinque. Vi trovate su un cavalcavia e osservate la tragedia imminente. Tuttavia, un uomo molto grasso, un estraneo, è in piedi accanto a voi: se lo spingete facendolo cadere sui binari, la notevole stazza del suo corpo fermerà il carrello, salvando cinque vite, anche se lui morirà. Voi uccidereste l’uomo grasso?”. La reazione istintiva è rispondere no, ma in realtà la faccenda è molto più complessa e con sfaccettature diverse. Una lettura interessante su una tematica importante, e un’occasione per fare un viaggio avvincente nella storia della filosofia morale.

Un terzo libro da non perdere è “Viral” di Matt Ridely e Alina Chang, pubblicato alla fine del 2021 da Harper Collins. Ne ho già parlato in questa rubrica, ma vale la pena di riproporlo visto che questo libro si legge come una sorta di romanzo giallo su una tematica che rimane ancora scottante come quella dell’origine dei SARS-CoV-2 e della pandemia di Covid-19. Il libro inizia in una vecchia miniera di rame abbandonata dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina, quasi 2000 chilometri lontano da Wuhan. Nel 2012, sei individui che recuperano il guano dei pipistrelli nella miniera – prezioso ingrediente della medicina trad izionale cinese – improvvisamente si ammalano di una grave infezione respiratoria, di chiara origine virale. Tre di questi muoiono. Shi Zhengli dell’Istituto di Virologia di Wuhan, effettua una serie di spedizioni nelle stesse grotte, e porta i campioni di guano a Wuhan per isolare i virus che li infettano. Ne trova molti, ma è riluttante a rendere pubblici i risultati. La serie di virus più rilevanti sarà pubblicata soltanto a pandemia iniziata, nel 2020. Quello più importante è RaTG13, che è identico al 96.1% a Sars-CoV-2. Ma come ha fatto poi questo virus ad arrivare all’uomo? Qui il sospetto è che possa essere stato modificato per aumentarne l’infettività proprio nell’Istituto di Virologia di Wuhan, per poi infettare accidentalmente un operatore che l’ha trasmesso all’esterno. Il dibattito rimane ancora aperto ma tutte le evidenze fondamentali erano già presenti quando Ridley e Chan hanno scritto “Viral”. Meglio di un romanzo di Le Carrè.

L’ultimo libro è un omaggio a Marc Augé, antropologo, etnologo e scrittore mancato proprio questa settimana. Pubblicato da Eleuthera in Italia 30 anni fa, il suo “Nonluoghi” è diventato un bestseller. I “non luoghi” sono le stazioni autostradali, i treni, le sale d’attesa degli aeroporti, le camere anonime degli alberghi. Sono quegli spazi dell’anonimato prodotti dalla società moderna e frequentati da persone che apparentemente stanno insieme ma in realtà sono sole. Augé è stato un antesignano nello studio antropologico di questo fenomeno. Questi stessi luoghi, peraltro, possono essere anche fonte di ispirazione per alcuni. Un mio amico che vive a Bologna e fa il poeta mi racconta che, quando sente la pulsione creativa, sale sulla Frecciarossa per Roma, scrive le sue poesie e poi ritorna direttamente a casa. Io stesso sento il fascino di questi nonluoghi. E non è un caso che anche questo articolo lo stia scrivendo dalla lounge di un aeroporto.

Buone vacanze a tutti.

di Mauro Giacca

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