Stefano Gustincich

direttore Centro di Genomica Clinica e Computazionale C3G IIT Istituto Italiano di Tecnologia

Direttore del Centro di Genomica Clinica e Computazionale (C3G) presso l’IIT di Aosta e responsabile della linea di ricerca “RNA non codificante e terapie basate sull’RNA” presso il Centro per le Tecnologie Umane (CHT) dell’IIT di Genova. Dopo il dottorato di ricerca in Genetica Molecolare e Biotecnologie presso la SISSA di Trieste, ha trascorso dieci anni presso il Dipartimento di Neurobiologia della Harvard Medical School di Boston. Nel 2003 è professore ordinario di Biologia Applicata alla SISSA di Trieste, dove fonda il proprio laboratorio grazie al Career Development Award della Fondazione Armenise-Harvard. È stato insignito del Premio Nazionale per l’Innovazione in Biotecnologia. Il suo laboratorio studia il ruolo del DNA non codificante nelle malattie neurodegenerative. Ha scoperto dei SINEUP, una nuova classe di RNA non codificanti in grado di potenziare la traduzione proteica, e il sequenziamento dell’intero genoma di oltre 2.000 pazienti affetti dal morbo di Parkinson.

Direttore del Centro di Genomica Clinica e Computazionale (C3G) presso l’IIT di Aosta e responsabile della linea di ricerca “RNA non codificante e terapie basate sull’RNA” presso il Centro per le Tecnologie Umane (CHT) dell’IIT di Genova. Dopo il dottorato di ricerca in Genetica Molecolare e Biotecnologie presso la SISSA di Trieste, ha trascorso dieci anni presso il Dipartimento di Neurobiologia della Harvard Medical School di Boston. Nel 2003 è professore ordinario di Biologia Applicata alla SISSA di Trieste, dove fonda il proprio laboratorio grazie al Career Development Award della Fondazione Armenise-Harvard. È stato insignito del Premio Nazionale per l’Innovazione in Biotecnologia. Il suo laboratorio studia il ruolo del DNA non codificante nelle malattie neurodegenerative. Ha scoperto dei SINEUP, una nuova classe di RNA non codificanti in grado di potenziare la traduzione proteica, e il sequenziamento dell’intero genoma di oltre 2.000 pazienti affetti dal morbo di Parkinson.