Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista, riflette sul rapporto tra intelligenza artificiale e condizione umana, affrontando le sfide culturali e politiche poste dalle nuove tecnologie. Al centro della sua analisi c’è la necessità di superare tanto gli entusiasmi acritici quanto le nostalgie tecnofobiche, per interrogarsi invece su cosa significhi restare pienamente viventi in un mondo sempre più colonizzato dal digitale. Con il suo sguardo critico e originale, Benasayag richiama all’importanza dei limiti, della corporeità, della storicità e della libertà come elementi irriducibili dell’esperienza umana, opponendosi alla riduzione dell’uomo a semplice macchina efficiente. Un incontro che invita a pensare nuove forme di ibridazione tra tecnica e vita, capaci di preservare la complessità e la ricchezza del vivente.