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A Trieste Next 2017 la studiosa italiana celebrata da Time

Il Piccolo, 14 agosto 2017

In attesa di sapere quale sarà il grande nome dell’economia mondiale incaricato di navigare nei grandi spazi della geopolitica, è già possibile anticipare un paio di nomi importanti che parteciperanno all’edizione 2017 di Next, in programma tra il 21 e il 23 settembre prossimo: si tratta di Antonio Lazcano e di Sandra Savaglio.Il messicano Antonio Lazcano, 67 anni, insegna nell’Università autonoma nazionale di Città del Messico. Viene considerato uno studioso di astrobiologia di portata mondiale, ha acquisito grande notorietà con il libro “El origen de la vida”, pubblicato nel 1983, una best-seller da 600 mila copie vendute. Specializzato in biologia evolutiva – si legge nei siti – ha studiato per più di 35 anni l’origine della vita e la sua evoluzione attraverso l’analisi di sequenza di geni e genomi. È direttore del Lynn Margulis Evolutionary Biology Center alle isole Galapagos. È membro del Colegio Nacional del Messico. Durante la sua carriera ha lavorato presso Università di Orsay Paris-Sud, Istituto Pasteur di Parigi, Università di Alicante, Università Autonoma di Madrid, Università di Valencia, Università de L’Avana, Università di Roma, ETH di Zurigo, University of california, San Diego. Lo studioso messicano ha fatto parte di numerosi comitati scientifici consultivi di organizzazioni come la Nasa, di cui è componente dell’Istituto di Astrobiologia. È stato per due mandati il presidente della Società internazionale per lo studio dell’origine della vita (Issol).L’altro nome è quello di Sandra Savaglio, calabrese di 49 anni, oggi docente di astrofisica nell’Università della Calabria, dopo un lungo periodo di studio all’estero. Proprio durante questa fase di lavoro, nel 2004 “Time” le dedicò una copertina come simbolo dei “cervelli” in fuga dall’Europa. Nel suo curriculum si legge che dopo il dottorato in fisica all’Università della Calabria, è stata fellow e senior research scientist presso lo European southern observatory a Monaco di Baviera, la Johns Hopkins University e lo Space telescope science institute a Baltimora. Per la sua ricerca – informano i siti – utilizza i più potenti telescopi ottici, infrarossi e ultravioletti (Very large telescope, Hubble space telescope, Spitzer space telescope, Herschel).Specializzata nell’astrofisica delle galassie distanti, dell’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi, vanta oltre centoventi pubblicazioni in riviste internazionali, in qualità di autrice o coautrice. Nel 2006 ha pubblicato insieme a Mario Caligiuri un libro-denuncia sul mondo della ricerca in Italia. Ha lavorato in Germania, all’Istituto Max-Planck per la fisica extraterrestre, nel polo europeo di maggiore valore nel campo dell’astrofisica. Infine ha insegnato astrofisica alla Johns Hopkins University a Baltimora e all’Università tecnica a Monaco di Baviera.

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