venerdì 27 settembre 2019 / ore 15:00 - 16:00
— Area Talk
Piazza Unità d'Italia, Trieste, Italia
La sicurezza dei ricercatori all’estero
Dialogo tra
Giuseppe Pascale, ricercatore di Diritto internazionale, Università di Trieste
Giorgio Sclip, esperto di sicurezza e membro del network nazionale Focal Point Italia per l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, Università di Trieste
Sara Tonolo, docente di Diritto internazionale e direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Trieste
Modera
Stefano Polli, vicedirettore ANSA
Viviamo in epoche di forti cambiamenti politici, economici, sociali e diplomatici, non sempre positivi. Valori, ideali, certezze, equilibri di un tempo son difficili da rintracciare. Lo stesso scenario internazionale è in progressivo mutamento. Nuovi fattori di rischio su scala globale hanno fatto la loro comparsa, dando origine a minacce molteplici e difficilmente prevedibili. La realtà dei ricercatori che conducono le proprie ricerche in società instabili dal punto di vista politico, sociale o antropologico è quindi quanto mai attuale e la tragica vicenda di Giulio Regeni è divenuta emblematica per chi vuole riflettere su questo nuovo tema. L’Università di Trieste da subito si è sentita coinvolta nel porre l’attenzione della riflessione su queste tematiche e nel ripensare ai propri cardini deontologici, etici e scientifici. Sapere di potersi muovere in sicurezza, o sapere come muoversi in sicurezza, è un punto cruciale e irrinunciabile per un ricercatore inviato in una zona a rischio, così come lo è anche per l’ateneo, istituzione o ente di ricerca per cui lavora. Le caratteristiche della società in cui il ricercatore va ad inserirsi durante il periodo della sua ricerca all’estero diventano una dimensione da non trascurare anche nella formazione dei ricercatori stessi. L’incontro si propone di fornire una riflessione puntuale a partire dalle esperienze concrete, con l’obiettivo di contribuire a creare una cultura generale del rischio. È l'inizio di un percorso culturale, prima ancora che tecnico e normativo su un tema di grande attualità, è l'idea di garantire una ricerca libera ovunque essa si svolga, ma consapevole dei rischi e delle responsabilità di ciascun attore coinvolto e sempre nel rispetto delle regole del Paese ospitante. Significa dotarsi, come istituzione, di strumenti adeguati di prevenzione e monitoraggio del rischio e individuazione delle responsabilità interne; significa identificare il limite oltre il quale nulla è garantito; significa in poche parole creare una rete di sicurezza attraverso azioni preventive e sul posto; in buona sostanza, significa garantire la normalità dell’attività di ricerca tra intelligence e terrorismo.
A cura di Università di Trieste