Francesco
Perrone
Laureato in Medicina e Chirurgia, con il massimo dei voti, nel 1987 presso la II Facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli, si è poi Specializzato in Oncologia con il massimo dei voti, nel 1990, presso la II Facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli. È Dottore di ricerca in Oncologia dal 1996, titolo rilasciato dall'Università degli Studi di Chieti.
Dal 1993 al 1996 segretario del Centro Elaborazione Dati Clinici in Oncologia del Mezzogiorno istitutito nell'ambito del Progetto finalizzato CNR-ACRO. Attualmente è responsabile dell'Ufficio Sperimentazioni Cliniche Controllate dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli e Responsabile gruppo di studio sui trials clinici del Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica.
È Membro del Comitato Tecnico Scientifico AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, e della commissione Osservatorio Sperimentazioni Cliniche del Ministero della Salute. È Vice Presidente del Clinical Trials Promoting Group.
A partire dal 1995, il Francesco Perrone ha svolto, nell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, una attività di progettazione, conduzione, analisi e pubblicazione di sperimentazioni cliniche prospettiche, monocentriche o, per lo più, multicentriche.



Agli Inizi degli anni ’80 quando il Francesco Perrone iniziò ad appassionarsi alla ricerca il cancro era sempre più il male del secolo. Era nata questa passione e non volle dedicarsi ad altro, iniziando un periodo intenso che lui stesso definisce di montagne russe. inizia a Milano la sua attività con il microscopio in un laboratorio dove imparò a leggere nelle cellule segnali che vent’anni dopo saranno bersagli terapeutici. Tornato a Napoli, grazie ad AIRC, riesce a fare il medico e insieme a studiare la metodologia della sperimentazione clinica. Dalle strutture microscopiche alle grandi casistiche cliniche. All’Istituto Pascale ha creato una unità dedicata agli studi clinici che piano piano diventa uno dei maggiori centri italiani artefici di sperimentazioni cliniche accademiche. I risultati sono recepiti nelle linee guida internazionali sul trattamento dei tumori del polmone, dell’ovaio, del fegato, della mammella. Oggi dichiara di essere ancora di più sulle montagne russe: da una parte coordina in Istituto gli studi di fase 1 sui nuovi farmaci, dall’altra si dedica alla ricerca centrata sui pazienti, qualità della vita, tossicità dei farmaci ed effetti sociali ed economici del cancro.