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Boncinelli: «Siamo assillati ogni giorno dalla finta scienza»

di Giulia Basso, Il Piccolo, 24 settembre 2015

Il mondo della scienza è, per molti di noi, un universo sempre più difficile da decifrare. Se un tempo ciò era dovuto alla mancanza di informazioni, oggi il problema è di segno opposto: su internet viaggiano di pari passo comunicazione scientifica e nuovi miti metropolitani, dati pseudoscientifici o addirittura magici che spesso fanno breccia sull’immaginario collettivo. Ma come distinguere gli uni e gli altri nel marasma informativo cui siamo quotidianamente sottoposti? E’ necessario fare un passo indietro e andare alla ricerca di quelle che sono le caratteristiche costitutive della pratica scientifica. A Trieste Next Enrico Tongiorgi, professore associato e delegato del Rettore per la divulgazione scientifica dell’Università di Trieste, ne discuterà – il 27 settembre alle 15.30 presso il cortile interno del palazzo della Regione di Piazza Unità – con il noto genetista e divulgatore scientifico Edoardo Boncinelli, autore del libro “I sette ingredienti della scienza” (Indiana Editore, 2015). Si partirà proprio da questo libro per raccontare al pubblico cosa sia la scienza e per aiutarlo a distinguere tra scienza e pseudoscienza. Per Boncinelli la scienza è “un’impresa collettiva e progressiva, volta a cogliere gli aspetti riproducibili di un numero sempre maggiore di fenomeni naturali e a comunicarli attraverso lo spazio e il tempo in forma sinottica e internamente non contraddittoria, in modo da porre chiunque in condizione di fare previsioni fondate e di progettare e mettere in atto “macchine” funzionanti, siano esse di natura materiale o mentale.

Riproducibilità e metodo sperimentale, comunicabilità, coerenza, capacità di prevedere e costruire, carattere collettivo e progressivo sono dunque i sette ingredienti della scienza che Boncinelli individua, sottolineando con molta franchezza anche quelli che sono i limiti della pratica scientifica. Ecco che allora distinguere tra scienza e pseudoscienza diventa più semplice: «Ci sono pseudoscienze, come la psicanalisi, che possiamo definire tali perché sono internamente contraddittorie e quindi impossibili da validare – spiega il genetista -. Ce ne sono altre, come l’omeopatia, che non poggiano su alcuna dimostrazione scientifica, per cui viene a cadere la possibilità di verifica tramite il metodo sperimentale. Ciò vale per molte branche della cosiddetta medicina alternativa: il più delle volte le affermazioni fatte non trovano riscontro nella realtà. Il problema è che siamo bombardati di notizie assurde». «Ci dicono di non vaccinare i nostri figli perché potrebbero diventare autistici – sottolinea Tongiorgi – : il riferimento è a uno studio di una decina d’anni fa, che è stato smentito da decine di altri studi e il cui autore è stato scoperto e giudicato per frode. Ma la falsa notizia si è diffusa sempre più, portando a un calo delle vaccinazioni e di conseguenza alla ricomparsa di malattie che parevano debellate». E ancora Boncinelli: «In questo Paese il termine Ogm è una parolaccia. Ma che in Italia non solo non ci siano, ma non si possa neppure fare ricerca sugli Ogm è una stupidaggine assoluta. Basti pensare che il 90% dei mangimi di cui si nutrono i nostri animali contiene Ogm». Di molti falsi miti poi si è riappropriata la cultura popolare, attraverso il cinema e i mass media: «Chi l’ha detto che usiamo solo il 10% del nostro cervello? – chiede Boncinelli – Eppure su questa baggianata hanno costruito pure un film: l’ha visto “Lucy”, di Luc Besson?». Ma perché questi miti metropolitani hanno così tanta presa sulla nostra società? «Molte persone privilegiano le credenze magiche rispetto al ragionamento: è un comportamento che è sempre esistito nella storia dell’umanità, perché il nostro cervello ama i concetti semplici e ricerca le semplificazioni – spiega Tongiorgi -. Il problema è che queste non sempre funzionano. La scienza aiuta invece a comprendere problemi complessi, senza nasconderne le difficoltà e senza tacere i propri limiti». Quali sono allora le regole che ci possono aiutare a fare ordine nel mare magnum di informazioni reperibili quotidianamente sul web? Posto che i siti scientificamente affidabili non sono facilmente riconoscibili una prima regola utile è quella di non farsi trarre in inganno dall’utilizzo di un linguaggio apparentemente scientifico e da una grafica ben curata. Da un lato poi, dice Boncinelli, ci viene in aiuto il confronto tra fonti diverse, alla ricerca di corrispondenze. Dall’altro, dice Tongiorgi, va fatta attenzione ai siti che citano degli studi scientifici senza mettere dei link che riconducano allo studio in questione. «Tra i siti affidabili – conclude Tongiorgi – metterei comunque gran parte di quelli gestiti dalle associazioni dei familiari dei pazienti, il sito di Telethon per le malattie genetiche, quello dell’Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro per le informazioni sui tumori».

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