Dal Premio Nobel Ciechanover al grande glaciologo Wadhams

Dal Nobel Ciechanover al glaciologo Wadhams, oltre 200 ospiti. Un premio Nobel e un drappello di scienziati di fama mondiale, ma anche registi, giornalisti, musicisti, manager. Sarà un parterre di oltre 200 ospiti, nazionali e internazionali, ad animare l’undicesima edizione di Trieste Next, per un festival multidisciplinare che affronterà, con gli strumenti delle scienze dure, ma anche di quelle economiche, sociali e umane, una serie di temi cardine per immaginare il nostro futuro. Tra i big della manifestazione il premio Nobel per la chimica Aaron Ciechanover, biologo e genetista israeliano, che a Trieste Next discuterà delle nuove frontiere della medicina e delle questioni etiche che pongono: in un futuro non lontano con un prelievo del sangue potremo scoprire se ci ammaleremo di qualche grave patologia di lì a qualche anno, ma vorremo e dovremo saperlo? Un altro filone immancabile per una manifestazione che guarda al domani è quello legato ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze: ne parleranno due celebrità come Peter Wadhams, glaciologo di fama internazionale, docente di Fisica degli oceani alla Cambridge University, e Jan Lundqvist, senior advisor del Stockholm International Water Institute. Wadhams, autore nel 2017 di “Addio ai ghiacci”, parlerà di un futuro in cui, a causa del riscaldamento globale, l’Artico sarà sempre più irriconoscibile. Lundqvist invece si concentrerà sulle conseguenze per l’agricoltura mondiale, e quindi per l’alimentazione umana, di un clima sempre più caldo e siccitoso. Ancora, con il fisico del Cern Guido Tonelli ci si addentrerà nei segreti del bosone di Higgs, con Federico Faggin, imprenditore, fisico e inventore del microchip e del touchscreen ci si muoverà invece al confine fra scienza e filosofia, ragionando sulla natura della coscienza. E poi Gloria Origgi, Mariarosa Taddeo, Patrizia Caraveo, Marilù Chiofalo. E dopo due anni di pandemia non poteva mancare una riflessione sui virus: sono tutti nemici o in alcuni casi possono essere benefici per noi esseri umani? Se ne occuperà Chris Smith, virologo dell’Università di Cambridge