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Spazio 06. Alla scoperta della biologia marina

Il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste presenta a Trieste Next numerose iniziative di divulgazione scientifica legate al mare. Una di queste è Clean Sea Life. Tutti insieme per un mare pulito, progetto di sensibilizzazione che mira ad accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini, promuovendo un impegno attivo e costante per l’ambiente. A Trieste Next vengono presentati i primi risultati provenienti dalle giornate di pulizia delle spiagge ed è possibile capire come contribuire a limitare il problema dei rifiuti marini. Il cittadino informato  potrà quindi aderire al progetto firmando il manifesto di Clean Sea Life, con cui si impegnerà a fare ogni giorno qualcosa di concreto per il mare e quindi per l’ambiente. I visitatori potranno partecipare alla ricerca compilando i questionari volti ad individuare le zone di maggior accumulo dei rifiuti marini lungo le coste italiane, tra le quali si selezioneranno quelle che richiedono una priorità di intervento ai fini della riduzione del fenomeno. Il team che partecipa a Trieste Next è composto da:

– Antonio Terlizzi, Università di Trieste e CoNISMa

– Serena Felline, CoNISMa, la quale si occupa principalmente della valutazione delle interazioni che intercorrono tra specie invasive e popolamenti autoctoni. Nell’ambito del progetto CleanSeaLife, si occupa della analisi dati provenienti dai questionari per l’elaborazione della mappa delle zone di accumulo dei rifiuti marini.

– Manuela Piccardo, CoNISMa, che si occupa della ricerca di microplastiche nella fauna ittica del Mediterraneo. E’ impegnata nel progetto per la redazione di linee guida per la corretta gestione dei rifiuti marini.

E’ possibile conoscere gli impatti antropici sulle foreste di alghe e sui coralli dei sistemi marini costieri, ma anche le modalità utili a preservare questi ambienti, grazie alle attività proposte da  Annalisa Falace e Sara Kaleb, del Gruppo Biodiversità ed ecofisiologia delle macroalghe marine. Lo sapevate che anche nel mare esistono le foreste e che gli chef stellati usano le alghe nei loro piatti più esclusivi?  Nello spazio espositivo dedicato alla biologia marina è possibile conoscere le risposte a molti interrogativi: nel nostro futuro vivremo di alghe? Quanti animali vivono su una quercia marina? Come sono fatte le scarpe sneaker prodotte da alghe? I ricercatori e le ricercatrici vi aiutano a scoprire i giardini del mare e la loro biodiversità, scambiando ricette gustose e svelando i numerosi utilizzi delle alghe marine. Il gruppo di ricerca si occupa di macroalghe marine (biodiversità, loro ruolo nell’ecosistema costiero,  biomonitoraggio e qualità ambiente marino).  Le attività più recenti sono dedicate anche al restauro delle foreste marine,  che rivestono un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino, con il contributo del programma LIFE (Unione Europea): progetto ROC-POP-LIFE (LIFE 16 NAT/IT/000816).

Una sezione dello spazio espositivo è dedicata alle meduse. Oltre a scoprire le loro caratteristiche biologiche e le interazioni ambientali indotte da attività umane e meduse (alterazione delle coste, sforzo di pesca etc.) è possibile conoscere gli effetti delle ustioni da contatto con le meduse e soprattutto sapere come comportarsi in caso di incontri ravvicinati con le loro molecole urticanti. Tutti potranno poi partecipare all’attività di Citizen Science che prevede la possibilità di utilizzare una chiave interattiva digitale per il riconoscimento delle principali specie di meduse presenti nel nostro Golfo. L’attività è a cura di Massimo Avian, docente di Biologia dei Cnidaria; Stefano Martellos, ricercatore in Biodiversity Informatics; Franco Kokelj, dermatologo, per il trattamento di ustioni da meduse; Valentina Tirelli, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS, che si occupa di ecologia del Zooplancton  e Tihomir Makovec, NIB Pirano, Slovenia, per la fotografia subacquea. Viene realizzata in collaborazione con Marine Biology Station Piran (NIB) e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), con il supporto dell’Università del Salento.

Un’altra attività del Dipartimento di Scienze della Vita illustra come gli organismi marini percepiscono il loro ambiente. Cosa sappiamo delle capacità intellettive degli animali che popolano il mare? Come immaginiamo vedano la realtà che li circonda? Qual è la nostra posizione di fronte al binomio “crostaceo” e “intelligenza” oppure “pesce” e “arte”? Il pubblico di tutte le età può mettersi in gioco rispondendo a poche semplici domande incentrate sulle abilità di una serie di specie marine, guardando un breve filmato che confermerà l’aspettativa o sorprenderà il partecipante. Questo veloce quiz interattivo offre uno spunto di riflessione a grandi e piccini e aiuta gli scienziati a capire come predisporre un’informazione efficace e mirata per il grande pubblico, volta a superare alcuni preconcetti. A cura di Cinzia Chiandetti, Laboratorio di Cognizione Animale, Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste, che assieme a a Graziano Fiorito, Direttore del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, studia le capacità mentali delle specie marine. Per questo progetto, la ricerca etologica si unisce all’arte grazie al poliedrico artista e professore Ryuta Nakajima della University of Minnesota Duluth (USA) e alla pratica clinica con la psicologa Irene Candelieri.

Un team di esperti tossicologi descrive le molecole prodotte dagli organismi marini che possono nuocere alla salute umana, presentando lo studio del loro meccanismo d’azione e i metodi per quantificare le tossine in prodotti ittici, alghe ed acqua marina. L’attività è a cura di Aurelia Tubaro.

A cura del Dipartimento di Scienze della Vita, in collaborazione con Marine Biology Station Piran (NIB), Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), Parco Nazionale dell’Asinara, MedSharks, Fondazione Cetacea, Legambiente, MPNetwork, CoNISMa

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