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L’elica è di Trieste. Vero, fino a quando non va sui social

Corriere della Sera, 27 settembre

Anatomia di un peccato veniale. Forse. Sabato scorso in un dibattito pubblico a Trieste il rettore dell’Università locale, Maurizio Fermeglia, ha citato correttamente un fatto che io non conoscevo. L’elica nasce a Trieste. Il dibattito verteva sulla mancanza di orgoglio di noi italiani nei confronti della nostra Storia o, perlomeno, nella pigrizia che sviluppiamo verso essa.Indro Montanelli diceva: «Un Paese che ignora il proprio ieri di cui non sa assolutamente nulla, di cui non si cura di sapere nulla, non può avere un domani. Ricordo una definizione che mi dette in tempi lontanissimi un mio maestro e benefattore, Ugo Ojetti, il quale mi disse: ma tu non hai ancora capito che l’Italia è un Paese di contemporanei, senza antenati, né posteri, perché senza memoria».

Dunque, l’invenzione dell’elica non è italiana, perché a svilupparla — almeno nella sua veste moderna diversa dalla vite di Archimede — è stato Josef Ressel (Chrudim, 1793 – Lubiana, 1857) un inventore e guardaboschi austro-ungarico (così citano le biografie). Fermeglia, come sa chi era presente, ha citato tutto correttamente. Luogo di nascita di Ressel. Luogo di morte. Appartenenza austro-ungarica di Trieste a quell’epoca (figuriamoci se può sbagliare il rettore dell’Università di Trieste dove si perde la “cittadinanza” per molto meno). Qualcuno ha scritto sui social network del dibattito ed è lì che si è creato il solito corto circuito o ingorgo di malintesi. «Ignoranti» si è spinto a giudicare qualcuno. «Ressel è nato a Chrudim e non era italiano» (sottinteso anche qui: ignoranti) ha ritenuto di dover aggiungere un altro che probabilmente lo aveva appena appreso su Wikipedia.

Peccati veniali, forse. Ma sintomi importanti di un problema più ampio: sui social non si vuole capire di cosa si sta parlando. I meccanismi sono più simili a quelli della discussione: ci si allontana dal cuore delle cose senza la volontà di tornarci. D’altra parte si prova una certa adrenalina nel cercare di beccare in castagna un professore! I social, alla fin fine, sono la proiezione del linguaggio parlato, non dell’orecchio o dell’ascolto. Sono una tastiera non un cornetto. Forse è naturale. Ma è sicuramente un peccato. Anche perché, a volere fare proprio i pignoli, la proto-elica nasce proprio da un’idea di Archimede, il grande matematico siracusano. Certo, l’isola al tempo subiva ancora in parte le influenze della Magna Grecia, tanto che si ritiene che la morte di Archimede sia avvenuta per mano dei romani. Ma resta la chiarezza incontrovertibile di due affermazioni: l’elica moderna è nata a Trieste e quella a vite a Siracusa. Fino a quando tutto ciò non finisce sui social.