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Umanisti in fabbrica: vite e narrazioni tra robot e bulloni

24 settembre 2016 | Ore 16:30 - 18:00

Intervengono Matteo Cornacchia, docente di Educazione degli adulti, Università di Trieste; Mario Di Nucci, ingegnere, direttore stabilimento Modulblok di Amaro (Udine); Paolo Labinaz, docente di Filosofia e teoria dei linguaggi, Università di Trieste; Laura Pelaschiar, docente di Letteratura inglese, Università di Trieste; Paolo Quazzolo, docente di Storia del Teatro, Università di Trieste; Fabio Romanini, docente di Linguistica italiana, Università di Trieste
Modera Diego D’Amelio, giornalista

A cura di Università di Trieste, in collaborazione con Modulblok

Marzo-maggio 2016: un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste incontra i dipendenti di un’azienda metalmeccanica. Pedagogia, Storia, Letteratura, Teatro e Filosofia entrano in fabbrica e, fra bulloni, presse meccaniche e robot antropomorfi danno vita ad un inusuale e coinvolgente percorso formativo rivolto al racconto di sé anziché all’acquisizione di nuove competenze professionali. L’esperienza, narrata dai suoi protagonisti, rivela un insospettabile bisogno di cultura umanistica anche dove l’efficienza produttiva è in larga parte affidata a macchine e automazione.

Diego D’Amelio, giornalista e storico, scrive di politica e attualità per il quotidiano di Trieste “Il Piccolo” e per l’agenzia di stampa “Adnkronos”. È autore di saggi di storia contemporanea dedicati alla politica italiana nel secondo dopoguerra e alle regioni di frontiera, fra cui si segnala “La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954)” edito nel 2015 per i tipi(?) de “il Mulino”.  

Matteo Cornacchia è ricercatore in Pedagogia generale e sociale all’Università di Trieste. Membro del gruppo di ricerca nazionale “Condizione adulta e processi formativi”, si occupa di educazione degli adulti e nel corso dei suoi studi ha avuto modo di constatare il carattere troppo spesso funzionale e routinario dei processi di apprendimento continuo nelle organizzazioni; pertanto, assieme a un gruppo di colleghi del Dipartimento di Studi Umanistici, sta sperimentando una via alternativa per la formazione nelle aziende basata su un approccio umanistico e narrativo che rimette in discussione il significato di “utile” e “inutile”.

Laura Pelaschiar è ricercatore di Letteratura inglese presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. Insegna letteratura e lingua inglese, si occupa di letteratura irlandese contemporanea, di Joyce e di Shakespeare, oltre che di Gotico. È direttore della Trieste Joyce School (assieme a John McCourt e Renzo Crivelli) e responsabile scientifico delle iniziative di terza missione a essa collegate. Negli ultimi anni si è molto appassionata di terza missione, che cerca di praticare non appena possibile, mentre contestualmente, assieme ad alcuni colleghi, riflette sul ruolo degli studi umanistici nell’università di oggi e (ancora di più) nella società contemporanea.

Fabio Romanini insegna Linguistica italiana e Filologia italiana all’Università di Trieste. Si occupa di lingue in contatto, dalle origini dell’italiano a tempi più recenti, sconfinando volentieri nella letteratura, viaggiando con gli autori, sempre con il puntiglio di ascoltarne la voce piuttosto che di capirne i contenuti. Studia la “Commedia” di Dante ma anche gli sconosciuti traduttori dal latino vissuti nel Trecento; gli piace Boiardo, ma anche qualche navigatore italiano dell’Età delle Scoperte che tutti nel mondo conoscono tranne noi. Dopo aver letto poeti e navigatori, promette che al più presto si occuperà di santi, per completare la terna.

Paolo Labinaz è ricercatore in Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Trieste. Si occupa principalmente di usi del linguaggio in contesti argomentativi, del rapporto tra ragionamento e argomentazione e di teorie della razionalità in filosofia analitica e psicologia cognitiva. Recentemente ha lavorato con Marina Sbisà sui meccanismi comunicativi che stanno alla base della diffusione di contenuti informativi e della loro (spesso acritica) accettazione nei social network utilizzando teorie e metodi della pragmatica del linguaggio.

Mario Di Nucci. Nato a Pordenone nel 1972, diplomato presso il locale liceo scientifico, è laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Ateneo Padovano. Nel 2009 consegue il master in Lean Management presso la Business School del CUOA. È direttore dello stabilimento produttivo di Modulblok S.p.A. ad Amaro (UD). Appassionato da sempre dai temi della formazione, alterna i suoi interessi professionali tra le Operations e la convinzione che la fortuna delle aziende sia strettamente legata alla qualità degli uomini che le compongono a tutti i livelli.

Paolo Quazzolo. Insegna Storia del Teatro all’Università di Trieste e al Dams di Gorizia. Collabora alla redazione dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Goldoni. Si occupa del teatro tra Otto e Novecento, della nascita della regia, delle dinamiche del teatro nella società delle masse, della nascita e sviluppo del Teatri Stabili in Italia. È coordinatore scientifico del Sistema Museale dell’Ateneo triestino ed è Delegato alla Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici. Coordina il “Caffè delle Lettere” dell’Università di Trieste.

Dettagli

Data:
24 settembre 2016
Ora:
16:30 - 18:00

Luogo

Sala Predonzani | Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
piazza Unità d'Italia 1
Trieste, TS Italy
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