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Sex Robots: etica e sentimenti ai tempi delle macchine a nostra immagine e somiglianza

24 settembre 2016 | Ore 10:00 - 11:30

Keynote lecture di Kathleen Richardson, senior research fellow in Etica della Robotica, Centre for Computing and Social Responsibility, DeMonfort University. Dialogo con Sergia Adamo, docente di Letteratura comparata e Teoria letteraria, Università di Trieste. Conduce Massimo Russo, direttore Divisione digitale l’Espresso. 

Sempre di più, i robot sono costruiti a immagine e somiglianza degli uomini. La University of Science and Technology di Hefei, in Cina, ha di recente presentato Jia Jia, un robot umanoide dai tratti antropomorfi in grado di simulare movimenti facciali naturali. In California e in Giappone si sta sviluppando una nicchia di imprese dedite alla produzione di “bambole sessuali” fortemente realistiche, figure umanoidi con pelle di silicone e arti mobili, completamente personalizzabili.

Osservando le forme di attaccamento che gli uomini già stanno sviluppando con animali da compagnia e oggetti inanimati (automobili o computer), secondo l’esperto di intelligenza artificiale e autore del libro Love and Sex with Robots, entro il 2050 sarà normale intraprendere una relazione, sentimentale e sessuale, con i robot. Alcuni esperti del settore sostengono che i sex robots potrebbero essere di beneficio alla società; basti pensare al problema del traffico di esseri umani per scopi sessuali. Altri esperti, tra cui Kathleen Richardson, vedono invece prospettive ben più inquietanti soprattutto sulle relazioni umane, che potrebbero essere percepite come “facoltative”, quando tutti i bisogni emotivi di un individuo vengono soddisfatti da una macchina. Al centro della questione è la natura della relazione amorosa: esattamente come nella pornografia, anche i sex robots, il cui mercato principale è prettamente maschile, porteranno a una progressiva deumanizzazione e oggettificazione della donna. Ombre anche sulla questione dello sviluppo emotivo individuale, che si nutre e si sviluppa a partire dalle relazioni sociali. Saremo ancora capaci di interagire con altri esseri umani se il nostro unico termine di paragone è una macchina programmata per esaudire – e non mettere in discussione – ogni nostro desiderio?

 

KATHLEEN RICHARDSON Senior research fellow in Etica della Robotica alla School of Computer Science and Informatics della De Montfort University di Leicester (UK), componente del progetto europeo DREAM-Development of Robot-Enhanced Therapy for Children with Autism e direttore della Campaign Against Sex Robots. Ha completato il dottorato in Antropologia all’Università di Cambridge con una tesi di ricerca sulla produzione di robot nei laboratori dell’MIT di Boston. Il suo lavoro di ricerca si è quindi concentrato sull’uso terapeutico dei robot nei bambini affetti da autismo. E’ autrice del volume An Anthropology of Robots and AI:  Annihilation Anxiety and Machines. Sta ora lavorando al suo secondo libro: Robot Intermediary? An Anthropology of Attachment and Robots for Children with Autism. Nel 2015 ha sostenuto il lancio della Campaign Against Sex Robots con l’obiettivo di attirare l’attenzione sulle conseguenze problematiche delle nuove tecnologie nelle relazioni umane e nelle relazioni uomo-donna e adulto-bambino.

SERGIA ADAMO E’ docente di Letteratura comparata e Teoria della letteratura all’Università di Trieste. E’ stata visiting professor e ricercatore alla Cornell University, Alpen-Adria-University di Klagenfurt, alla Heirich-Heine-Universitaet Duesseldorf e alla Moscow State Linguistic University, tra le altre. Nel corso della sua carriera accademica, ha curato la traduzione italiana di autrici quali Judith Butler e Gayatri Chakravorty Spivak.

Dettagli

Data:
24 settembre 2016
Ora:
10:00 - 11:30

Luogo

Teatro Miela
piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi 3
Trieste, TS Italy
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